[27.01.2015] - DIGA PIETRAROSSA. Un PESO o una RISORSA?

COMUNICATO

DIGA PIETRAROSSA. Un PESO o una RISORSA?

La società Imprepar-Impregilo Partecipazioni SpA blocca i trasferimenti regionali al Consorzio di Bonifica 7 Caltagirone. Urgente l’intervento finanziario della Regione Siciliana.

Con atto di Pignoramento presso terzi notificato in data 14.10.2014 presso la Regione Siciliana la società Imprepar-Impregilo Partecipazioni SpA ha pignorato tutte le somme a qualsiasi titolo dovute e debende dall’Assessorato regionale dell’Agricoltura al Consorzio di Bonifica 7 Caltagirone.

Per effetto di una sentenza del Tribunale di Catania la società Imprepar-Impregilo Partecipazioni SpA, controllata SALINI-IMPREGILO SpA, vanta un credito nei confronti del Consorzio di Bonifica 7 Caltagirone pari a circa 4,7 milioni di euro.

Il credito scaturisce dal contenzioso instaurato dall’impresa di costruzioni Imprepar-Impregilo Partecipazioni SpA per danni subiti a seguito della sospensione dell’ottobre 1997 dei lavori di costruzione della Diga Pietrarossa (lavori affidati al Consorzio di Bonifica di Caltagirone in regime di concessione dall’Agenzia per la Promozione dello Sviluppo del Mezzogiorno giusto atto di trasferimento n. 46 del 7.7.1988). Il credito aveva consentito in un primo momento di agire per il pignoramento fino alla concorrenza di €. 10.615.707,60, oggi l’impresa agisce nella procedura esecutiva per un credito di circa 4,7 milioni di euro.

Soltanto il Consorzio di Bonifica 7 Caltagirone continua a subire i negativi effetti dell’antica vicenda Pietrarossa. Diversi sono infatti i conseguenti contenzioni in atto che determinano sostanzialmente le uniche e più pesanti situazioni debitorie del consorzio.

Nelle more della complessiva definizione giuridica della vicenda, che si avrà comunque solo con la conclusione del giudizio di merito dell’esecuzione e delle parallele cause civili in corso per risarcimento danni avviate anche dal Consorzio contro l’Impresa, risulterà essere indispensabile il contributo finanziario dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura, e della Regione Siciliana in generale, che è già stato formalmente richiesto dal Consorzio.

Il Consorzio, al fine di definire tempestivamente la vicenda, ha richiesto l’accesso straordinario ai fondi della Delibera di Giunta n. 284/2010, appositamente prevista per risanare le più importanti situazioni di criticità dei consorzi di bonifica siciliani.

Il Consorzio si è comunque già attivato con i propri legali per verificare eventuali soluzioni sul complesso contenzioso Pietrarossa ed è fortemente impegnato per ridurre e definire le pretese della controparte.

Si precisa che il rapporto giuridico che sta determinando il pignoramento con il conseguente blocco del pagamento degli stipendi – e a breve delle attività istituzionali dell’ente - non riguarda elementi di spesa corrente, che la gestione di questo consorzio ha sin qui garantito, ma deriva dalla costruzione di un’importante opera rientrante nel Demanio Pubblico quale è, appunto, l’incompleta Diga Pietrarossa.

L’opera risulta strategica per il completamento dello schema irriguo Dittaino-Ogliastro-Pietrarossa a servizio dell’Agricoltura della Piana di Catania potendone garantire, unitamente alla Diga Don Sturzo (già Ogliastro) anch’essa gestita da questo consorzio, le disponibilità irrigue stagionali. L’opera svolge inoltre anche un’importante funzione di laminazione delle piene con mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico sui territori e sulle popolazioni a valle con evidente incidenza in ambito sovraconsortile.

In riferimento al completamento dell’opera questo consorzio è fortemente impegnato a creare la complessa convergenza di interessi degli enti e dei soggetti coinvolti. L’opera potrebbe essere infatti realmente completata ed entrare in esercizio se il Governo Regionale riuscisse a dirimere, in particolare, il conflitto fra due interessi al momento contrapposti: da un lato la garanzia delle risorse irrigue per l’agricoltura, dall’altro l’interesse archeologico emerso a seguito del ritrovamento di una statio di epoca romana all’interno dell’invaso nell’area destinata ad essere sommersa dalle acque raccolte dalla diga. A tal fine l’intervento di completamento non potrà che avviarsi nel pieno rispetto del ruolo e dell’operato della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Enna con la quale questo consorzio ha avviato recenti e collaborativi rapporti.

Solo un approccio globale all’intera vicenda – ivi incluso il contenzioso in atto – consentirà di superare gli ostacoli che si frappongono al completamento della Diga Pietrarossa.

Appare chiaro, pertanto, che la spesa per la quale è stato tempestivamente chiesto il contributo finanziario della Regione Siciliana non riguarda assolutamente elementi di spesa corrente che questo consorzio, come sopra specificato, ha sin qui garantito con risorse proprie e sulle quali dovrebbe essere normalmente e regolarmente chiamata a contribuire l’utenza consortile. Utenza che non può, al contrario, legittimamente sostenere i pesi derivanti dalla costruzione di un opera pubblica di una tale entità. Apparirebbe invece sostenibile, per la natura dell’opera e della spesa, l’onere imputabile al bilancio regionale derivante dalla suddetta sentenza peraltro, al momento, solo provvisoriamente esecutiva.

La decisione del giudice di non concedere la sospensiva dell’esecuzione non consente di avere libere le somme relative alla seconda semestralità del trasferimento regionale e conseguentemente questo consorzio è al momento impossibilitato a procedere al pagamento degli stipendi compromettendo il regolare svolgimento dei servizi all’utenza.

Ad oggi non è stato possibile riconoscere al personale a tempo indeterminato le mensilità di dicembre, tredicesima e gennaio oltre alle spettanze degli operai avventizi degli ultimi due mesi lavorati (novembre e dicembre).

Oltre al blocco dei trasferimenti, ad aggravare il rischio di non poter erogare regolari servizi irrigui all’utenza consortile per la stagione irrigua 2015, si aggiunge – per ironia della sorte – anche la scarsa disponibilità di risorse idriche invasate nella Diga Don Sturzo proprio a causa del mancato completamento della Diga Pietrarossa.

La scarsissima piovosità degli ultimi anni, infatti, che acclara la condizione di vera e propria siccità, evidenzia l’importanza della presenza nel territorio della Diga Pietrarossa. Le risorse invasabili nella Diga Pietrarossa, infatti, pari a 35 milioni di metri cubi, potrebbero garantire - in esercizio - le riserve idriche di una intera stagione irrigua preservando invece le riserve accumulate nella Diga Ogliastro-Don Sturzo per gli anni di siccità. Annualmente, invece, durante la stagione irrigua si erodono regolarmente le riserve della Diga Don Sturzo che, pertanto, solo con l’esercizio della Diga Pietrarossa potrebbe raggiungere il volume di massimo invaso di progetto (110 milioni di metri cubi).

Nonostante tutto, quindi, l’Amministrazione del Consorzio continua a perseverare nell’IDEA che la Diga Pietrarossa costituisca LA RISORSA per l’Agricoltura del Comprensorio del Consorzio di Bonifica 7 Caltagirone e dell’intera Piana di Catania. Ma l’IDEA potrebbe diventare insostenibile in assenza di una forte rappresentanza degli interessi dell’Agricoltura di questo territorio ed in mancanza degli indispensabili aiuti e decisioni del Governo Regionale.

Caltagirone, 27.01.2015

                               Il Direttore Generale                                                                                                                    Il Commissario Straordinario

                             (Dott. ing. Fabio BIZZINI)                                                                                                                  (Dott. Francesco PETRALIA)